Azenha do Mar

Portogallo rurale: girovagando fra Sintra e dintorni

Breve itinerario on the road alla scoperta del Parco Naturale di Sintra e Cascais, con tappe nei diversi paesi di campagna e attraverso i più importanti monumenti storici della regione. Unica mancanza: il battesimo del surf, che ho dovuto rimandare causa maltempo!

A Febbraio, in Portogallo, il meteo può essere pazzerello come da noi in primavera, ma di certo non ci impedisce di goderci una vacanza all’insegna della natura e delle attività all’aria aperta. Paesaggi riposanti, colline fiorite, spiagge battute dalle onde ed itinerari storici: se questo è quello che cercate da un soggiorno fuori stagione, Sintra ed il suo parco naturale sono quello che fa per voi! E con un pizzico di coraggio – quello che a me è mancato – potreste addirittura ritrovarvi a cavalcare le onde dell’Atlantico.

Perché ho scelto questa destinazione come meta delle mie sospiratissime vacanze?

In primo luogo per la possibilità di poter portare Thai con me, grazie alle comode ed economiche connessioni con Madeira. Un volo aereo di appena un’ora e mezza può ancora essere ritenuto un giusto prezzo da pagare per trascorrere questa settimana insieme. (Per quanto riguarda i viaggi aerei per i nostri amici quattrozampe, vi racconto tutti i dettagli in questo post.)
In secondo luogo, per la necessità di ricaricare le batterie in mezzo ad una natura completamente diversa da quella madeirense; per sentire il profumo di nuovi fiori, il sapore di nuovi cibi, e la sabbia sotto le dita dei piedi, ecco, soprattutto la sabbia.
a piedi nudi sulla sabbia

Ericeira

A circa quarantacinque minuti di macchina da Lisbona in direzione nord si trova Ericeira, un delizioso paesino di pescatori convertito a patria europea del surf. La spiaggia del paese, colorata dai pescherecci e popolata dai surfisti anche in queste giornate di vento e nuvole, ben rappresenta la duplice anima del paese.
Le strade del centro storico sono un incantevole susseguirsi di edifici bianchi bordati di blu, su cui spiccano le porte e le finestre decorate. Difficile trovarne una uguale all’altra, ed altrettanto difficile per me staccarmi dall’obiettivo della macchina fotografica! Pur non avendo alcuna pretesa come fotografa, a volte mi sento presa dalla smania di assaporare, catturare e portare con me tutti i dettagli di un nuovo luogo. Assaporare nel vero senso del termine: pasta ai frutti di mare, caldarroste nella piazza cittadina, per finire con il dolce tipico della zona, gli ouriços de Ericeira… Non mi sono fatta mancare niente!

 

Se siete amanti delle attività acquatiche, nella bella stagione vale la pena di trascorrere in questo villaggio almeno qualche giorno e divertirsi con quel che offrono le scuole locali: surf, body boarding, paddle, sup, kayak, nonché i classici giri in barca. Se invece preferite non mettere i piedi a mollo, potreste optare per una camminata tra la vegetazione del luogo, magari lungo la costa. Attenzione! I percorsi di trekking non sono facili da scovare, vuoi perché le agenzie che accompagnano i turisti si fanno pagar fior fior di quattrini per svelare le camminate segrete, vuoi perché molte delle tratte segnalate si snodano in realtà lungo tragitti carrabili (che a me non piacciono). È stato quindi grazie a non pochi sforzi e dopo numerosi tentativi falliti che ho finalmente trovato un percorso degno di questo nome (ma non ditelo troppo in giro!). La passeggiata comincia e finisce in prossimità della Praia São Julião, poco a sud di Ericeira, costeggia la scogliera e segue la foce del fiume Lizandro, dove si possono avvistare i cormorani che si scaldano al sole. Dura in totale un paio d’ore, con un limitato passaggio lungo la strada municipale, comunque poco trafficata.
 Trekking 004

Mafra

Capoluogo dell’omonima freguesia che comprende anche Ericeira, Mafra merita una visita in giornata soprattutto per il suo splendido palazzo nazionale e per bere un caffè nell’adiacente Praça da Republica, meglio se sotto un sole splendente. Io il palazzo non l’ho visitato (impossibile entrare se canemuniti), e non ho potuto mettere piede nemmeno nel parco che si trova alle sue spalle (anch’esso interdetto agli animali), però ho potuto godermi la vista sulla piazza centrale, incredibilmente ariosa nonostante il traffico di vetture. Una piccola chicca per i più golosi (categoria di cui indubbiamente faccio parte): la pastelaria Polo Norte, in Praça da Repubblica, offre macarons giganti che, pur non rivaleggiando con gli originali francesi, sono ottimi per togliersi la voglia di dolce.
Mafra - Palacio Nacional

Da São João das Lampas a Cabo de Roca

Lungo la costa occidentale del Portogallo si susseguono numerosi paesini di campagna o di mare, a seconda della posizione, dove ogni tanto si aprono scorci di rara bellezza. Per esempio, il borgo di Azenha do Mar, affacciato a strapiombo della scogliera sull’omonima spiaggia. Oppure, il faro di Cabo da Roca, raggiungibile in macchina o a piedi: mozzafiato il panorama sulle falesie, sia verso nord che verso sud. Spingendosi all’interno, nella campagna collinosa, tra ulivi piegati dal vento e muretti a secco spuntano le sagome dei mulini a vento. A São João das Lampas è addirittura possibile dormire in uno di questi vecchi edifici, riadattato a confortevole appartamento (lo trovate su Airbnb, però evitate se siete alti più di un metro e settanta! Io non ho fatto altro che prendere craniate ogni mattina, e credetemi: non è un bel modo per cominciare la giornata!).
Infine, come non parlare delle spiagge: infiniti, delicati pendii di sabbia dorata che si fanno lambire dall’oceano. La mia passione, sicuramente, ma soprattutto quella di Thai, che in questi piccoli paradisi ha trovato molti amici canini e si è divertita a tuffarsi fra le onde (lei no, che non ha paura del freddo!).

 

Sintra, il Palácio Nacional da Pena ed il Castelo dos Mouros

A Sintra c’è talmente tanto da vedere e da visitare che varrebbe la pena fermarsi almeno una notte, anche se molte agenzie turistiche la propongono come gita giornaliera per chi alloggia a Lisbona. Io mi sono innamorata del centro storico, mi sono sfinita arrampicandomi fino al Castelo dos Mouros e mi sono incantata come una bambina di fronte al Palácio da Pena.
Il centro storico è quello di un piccolo borgo medievale: una piazza centrale, su cui domina il Palácio Nacional (che purtroppo non ho visitato), e ripidissime stradine a scalini, gremite di turisti e sovraffollate di souvenir ed oggetti d’arte, prime fra tutte le opere in ceramica che – a quanto pare – sono tipiche della zona. Non mancano i punti panoramici sui tetti del paese, e volendo si può risalire la collina fino ai diversi monumenti e ville storiche sparsi qua e là.
Il Castelo dos Mouros, risalente appunto all’epoca dei mori, appare dall’esterno come un vecchio forte, e quasi ci si aspetta di vedere un arciere affacciarsi fra i merli ed incoccare una freccia. Purtroppo non so come sia l’interno, perché ancora una volta l’accesso mi è stato proibito in compagnia di Thai. All’esterno comunque è possibile seguire una bella passeggiata lungo le diverse cinta murarie, che si snodano tra la folta vegetazione ed rocce dall’aspetto molto particolare, tanto che mi sono sentita trasportare in Inghilterra al tempo delle crociate, per intenderci quando Robin Hood – Kevin Costner torna a casa accompagnato da Azeem – Morgan Freeman (chi si ricorda di questo film?).
Infine, il Palácio da Pena: imperdibile! Può essere raggiunto a piedi, attraversando il parco adiacente e la Vale dos Lagoas, un simpatico percorso che si snoda fra specchi d’acqua e cascatelle (il prezzo del biglietto palazzo + parco è di 11.50€). Questa camminata tra alberi e fiori ci svela a poco a poco la sagoma del palazzo, che svetta in cima alla collina con le sue mura colorate. Avvicinandosi scopriamo infatti che, lungi dai soliti toni di grigio o mattone, il Palácio da Pena è variopinto come un mazzo di fiori: bastioni color cielo, mura zafferano o rosso cupo, e gli immancabili azulejos che arricchiscono l’insieme di dettagli artistici. Anche le stanze interne, che nel corso degli anni hanno ospitato diversi reali di Portogallo, sono interessanti e ricche di curiosità, come per esempio il più antico telefono portoghese.

 

Lisbona

Punto di partenza e di arrivo di questo percorso, Lisbona riserva sempre qualcosa da scoprire. Amo sempre tornare ad assaporare alcuni dei punti più conosciuti della città, come i pastéis (volevo dire la Torre) di Belém o Rua Augusta, di cui ho già parlato in questo post. Purtroppo in questa occasione il maltempo mi ha giocato un brutto tiro, ed è stato quindi sotto una pioggia torrenziale che ho attraversato il Ponte XXX ed ho ammirato l’enorme statua del Cristo Rei, rivolta verso la città. Ugualmente, non ho potuto girovagare per i vicoli del quartiere Alfama sempre per colpa del brutto tempo. Poco male, mi rifarò al prossimo scalo prolungato, e nel frattempo ho trovato riparo presso l’Arena BLA, presso il Campo Pequeno, dove ho visitato l’esposizione O Chocolate em Lisboa. Dite che me la sono passata male?

Noleggiare una vettura

Nonostante la presenza nella regione di una rete di trasporti pubblici piuttosto fitta, se pensate di fermarvi qualche giorno un’automobile a noleggio può rivelarsi una vera benedizione (ed evitarvi scarpinate in salita di ritorno da una spiaggia!). Io consiglio la compagnia Drive on Holidays, ottimi prezzi e servizio efficientissimo. Se volete stare tranquilli o se  non possedete una carta di credito, vi permette inoltre di acquistare l’assicurazione per soli 108€ (molto più economico di altre compagnie).
Spero che questi miei consigli vi possano tornare utili, anche solo per una scampagnata fuori porta se siete di base o per uno scalo a Lisbona.
Buon Portogallo a tutti!
Buon Portogallo da Thai!

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